NO all’aumento della povertà! Organizziamoci e lottiamo uniti!

 

Il 2022 è iniziato per i proletari con aumenti del 55% dell’elettricità e del 42% del gas. Una mazzata da 1.400 euro l’anno, più di un mese di salario bruciato dal carovita.

A ciò si accompagnano gli effetti di una manovra finanziaria a favore di ricchi e profittatori.

Dopo lo sblocco di licenziamenti, sfratti e  subappalti, Draghi ha di nuovo attaccato pensioni e sanità pubblica, varato misure fiscali che riducono ulteriormente la progressività, a tutto vantaggio delle classi possidenti.

La politica di mega-finanziamento ai monopoli più competitivi (PNRR) porta all’aumento dei profitti e alla concentrazione della ricchezza in poche e solite mani, mentre sempre più lavoratori sono schiacciati dall’inflazione e dalla povertà.  Sulle pensioni si torna al maledetto sistema Fornero.

La situazione è sempre più insopportabile. Maturano le premesse di una nuova ondata di lotte proletarie e popolari.

A fronte di una ripresa della mobilitazione, che in questi mesi ha visto nella lotta degli operai GKN il punto più alto, lo sciopero del 16 dicembre deciso dal gruppo dirigente di Cgil e Uil si è rivelato parziale, tardivo e mal preparato.  Landini e Bombardieri sono stati costretti dalla politica di Draghi a proclamare lo sciopero “generale” (dopo 7 anni), senza alcuna intenzione di dare impulso alla lotta di massa contro il capitale, avendo questi sindacati abbandonato il conflitto di classe.

Tuttavia, da un punto di vista oggettivo lo sciopero generale ha acuito contraddizioni nel fronte borghese: ha incrinato lo schema dell’ “unità nazionale”, creato problemi fra i vertici della Cgil e il PD, rotto  momentaneamente l’unità con i collaborazionisti più aperti della Cisl, fatto uscire allo scoperto i nemici giurati del movimento operaio e sindacale.

Soprattutto ha mostrato  una buona adesione in alcuni settori operai e nei grandi gruppi. Le piazze erano piene, a fronte delle urne elettorali che sono sempre più vuote.

Dal punto di vista operaio lo sciopero del 16 dicembre è stato un passaggio per estendere la resistenza di classe, che ha grandi potenzialità e va perseguita nonostante e contro le burocrazie sindacali e i collaborazionisti.

Ora occorre approfittare dei varchi che si sono aperti nella situazione concentrando l’iniziativa e la  mobilitazione sulle problematiche reali e centrali della lotta di classe.

Diciamo NO all’ aumento della povertà e dello sfruttamento, ai licenziamenti e alla precarietà.

Esigiamo forti aumenti dei salari (in Italia sono in calo da 30 anni) per recuperare completamente il potere d’acquisto perso e migliorare le condizioni di vita dei produttori della ricchezza.

I lavoratori hanno già pagato pesantemente le conseguenze di crisi e pandemia. Ora devono pagare i padroni e i ricchi!

Organizziamoci alla base, nei luoghi di lavoro. Si costituiscano dovunque possibile Comitati di fabbrica, di lotta e di sciopero.

Con la politica di fronte unico bisogna combattere la divisione e l’isolamento delle vertenze, far convergere la lotte delle diverse categorie in una sola lotta di classe, prepararsi a nuove azioni di lotta generali.

I lavoratori sfruttati non hanno altra via per difendere i propri interessi al di fuori  della mobilitazione a tutto campo contro i padroni, gli speculatori  e il loro governo.

Di qui la necessità di unire le forze per ampliare le lotte di difesa contro lo sfruttamento e l’oppressione, inquadrandole nella prospettiva di affossare l’attuale barbaro sistema e costruire  il socialismo.

E’ sempre più chiato che il capitalismo non è in grado di prospettare alcun futuro decente per i lavoratori, i giovani, i popoli del mondo.

Dobbiamo perciò rifiutarci di  portare sulle nostre spalle un branco di profittatori, di parassiti e i loro padrini politici.

Organizziamo le battaglie e la lotta per la ripresa del movimento operaio e comunista, a partire dal passo fondamentale della ricostruzione del Partito comunista. 

Alla riscossa, con la lotta, l’unità e l’organizzazione di classe!

Da Scintilla, n. 120 – gennaio 2022

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